Tutta colpa delle Parche

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martedì, 07 aprile 2009

Attenzione

A causa di gravi problemi di malfunzionamento di Splinder, questo blog risulta visibile solo con Firefox. Quindi, con mio ENORME dispiacere, l'ho trasferito: http://senhal.spazioblog.it
Spero sia possibile risolvere tutto rapidamente, e continuare a scrivere qui come prima. In attesa di tempi migliori vi invito a continuare la conversazione di là.
Il divano invece è ancora accessibile e funzionante.
postato da: senhal alle ore 19:58 | link | commenti
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sabato, 04 aprile 2009

Sarà la primavera

(Il divano)
Non vedo altra spiegazione per il raptus amoroso da cui sono presi tutti. Questa settimana 5 persone mi hanno dichiarato il loro amore. Detto così sembra una barzelletta, ma è successo e ha dell’incredibile (anche perché non sono Sharon Stone e in aggiunta ho un carattere di merda). Quattro di loro hanno precisato che non cercano una storia di sesso ma una relazione seria. Fondamentalmente hanno detto tutti la stessa cosa (ma ognuno è convinto di essere stato terribilmente originale e unico): sei così femminile, così bella, così piena di titoli (purtroppo senza valore economico), hai così tanti interessi, sei così dolce (è EVIDENTE che non mi conoscono…), sei una persona speciale, unica, eccezzzzzionale, mai avrei pensato di incontrare nella mia vita una come te, sono senza parole, senza fiato, senza tutto. Ti voglio al mio fianco, non riesco a smettere di pensare a te, sto male, malissimo, ti prego aiutami. E quando hanno visto che da parte mia non c’era il minimo entusiasmo o interesse, hanno tutti aggiunto: tu non ti rendi conto di quanto sei meravigliosa, ma io lo vedo, ascoltami, credimi, io, noi… e prima che aggiungessero anche voi ed essi me ne sono andata.
L’altra cosa davvero straordinaria è che queste persone sono davvero ben assortite:
-         una trans
-         un trans
-         2 uomini etero
-         1 donna omosessuale
Insomma, mancano un uomo gay e una donna etero e poi posso dire di piacere a tutte le possibili varianti umane.
È molto diversificata anche la formazione culturale: la lesbica e la trans sono laureate e aggressive donne in carriera (tra l’altro laureate nella stessa cosa… comincio a credere di aver sbagliato facoltà!), un etero è il mio elettricista (l’idraulico sarebbe stato più cool, sarà per il prossimo guasto), il trans è un addetto alla sicurezza che gira armato fino ai denti (roba che in confronto la mia stalker sembra una fanciulla innocua e leggiadra) e l’altro etero è un tecnico di laboratorio.
A questo punto non mi resta che confidare nell’arrivo dell’estate.
postato da: senhal alle ore 23:59 | link | commenti (7)
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mercoledì, 01 aprile 2009

Scusate l'assenza

Il divano
Non sono morta né scappata, sono solo stata travolta dagli impegni lavorativi. Inoltre, le poche ore libere sono state occupate da una grande new entry: l'alta definizione. Ho finalmente preso una tv degna di questo nome e sono diventata la principale cliente della videoteca. Ho serate (più che altro notti) cinefile dedicate ai miei registi preferiti, affogo nei popcorn e nella trapunta mentre mi godo il mio solito Pierpi, affiancato da Martone, Visconti, Cinema Novo (a cui sono arrivata dopo un orrendo ma obbligato passaggio per la Nouvelle Vague), Spielberg e Allen.
Mi dispiace non essere più passata dai vostri blog, cercherò di recuperare appena possibile. Datemi il tempo di salutare la Streisand e arrivo!
postato da: senhal alle ore 10:12 | link | commenti (2)
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lunedì, 23 febbraio 2009

Vuoi fare una scelta? Taci

Ci sono cazzate che siamo abituati a sentire in televisione. E non ci fanno il minimo effetto, al limite cambiamo canale. Però le stesse cazzate, pronunciate in casa, dalla persona con cui abbiamo condiviso una storia, rivolte in modo esclusivo a noi sono allucinanti.
Ieri la mia ex ha esposto la seguente teoria: l'omosessualità non esiste, è semplicemente una scelta. Uno non nasce gay ma sceglie di avere una relazione con una persona del suo stesso sesso. Io, al limite dell'incredulità, ho osato sussurrare: " io sono lesbica..." e lei mi ha corretta: "ci sono tanti modi per vivere la prorpia femminilità e rapportarsi ad un'altra donna. Noi non siamo lesbiche, siamo etero che si sono rapportate ad un'altra donna".
Poi, siccome il discorso era partito dal fatto che se un film è meraviglioso e ricco di spunti ma ha protagonisti gay verrà inesorabilmente etichettato come gay e tutto il contenuto non gay passerà in secondo piano, mi ha detto che solo io la penso così, che in realtà nessuno vedendo due donne che si baciano pensa che siano lesbiche e che quella è una storia lesbica: questo è un mio modo distorto di concepire la realtà. Insomma, l'omosessualità è una cosa che dico io, e sbaglio, sono in errore. Allora mi sono permessa di fare riferimento alla nostra storia, ma ovviamente non c'è nessuna storia perché siamo solo due donne etero che si sono rapportate. Tutto qua. E se io insisto a fidanzarmi con donne è perché ho scelto così (e ovviamente è una scelta squalida e discutibile). Lei invece, che è perfettamente etero, non si fidanza con nessuno perché gli uomini la disgustano e le viene l'ansia.
Di solito quando parla così un etero (vero), gli si risponde dicendo che se è una scelta allora anche lui può pensare di fare questa scelta e andare a letto con un uomo, o addirittura innnamorarsi a comando di un uomo. L'etero inorridisce e dice che gli fa orrore, ed ecco demolita la sua brillantissima teoria. Ma alla mia ex non potevo dire nulla di tutto ciò, visto che so benissimo che lei riesce a concepire questa "scelta".
Così sono stata zitta, stavo andando via e quindi mi sono limitata a salutare ed uscire. Ma quante cose avrei da dire...
postato da: senhal alle ore 11:22 | link | commenti (15)
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mercoledì, 18 febbraio 2009

Coincidenze musicali

Sul divano
La mia ignoranza in ambito musicale è nota. A me la musica non piace, non mi interessa e non ne so niente.
La sola "cosa musicale" che ho conosciuto è stato il mio unico ex. Insomma, uomo e musica, non c'è da stupirsi che sia finita prima ancora di iniziare.
Ho avuto solo piccoli flirt, autori e melodie incontrati per caso e diventati parte della mia vita solo con qualche canzone scelta. Cito in ordine sparso: Tchaikovsky, Lorella Cuccarini, Raffaella Carrà, Gloria Gaynor, Cher, Ravel, Gianna Nannini, Meredith Brooks, Pansy Division, Fito Paez, Melissa Etheridge, Mia Martini, Caetano Veloso, Spagna, Boy George, Village People e qualche altro sfigato che sicuramente sto dimenticando.
Recentemente però si è verificato un fatto strano: sono stata folgorata da una voce di cui non ho saputo fare a meno. Canzoni meravigliose e voce perfetta. Lo volevo, volevo scoprire quell'uomo unico e ho scoperto che è una donna. La storia della mia vita che si ripete.
Dal momento che siete tutti in fregola sanremese, ansiosi di dare voti, esprimere giudizi e scoprire meraviglie, vi propongo la mia nuova fiamma con le sole due canzoni che trovo interessanti. Godetevi questa maschia divina, nella canzone che mi ha fatta crollare come neanche la Nannini ai tempi del liceo
e nella sua versione di "E penso a te" (in questi casi si dice cover?)
Siete liberi di dirmi per l'ennesima volta che ho dei gusti musicali che fanno schifo :D (ma non distruggetemi questa lesbica talentuosa!!!)

postato da: senhal alle ore 21:13 | link | commenti (17)
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venerdì, 13 febbraio 2009

Tutti etero!

Sul divano

Adesso finalmente ho capito perché gli omofobi sostengono che l'omofobia non esiste (del resto anche i razzisti dicono che non esiste il razzismo). E' tutto molto semplice: l'omofobia non esiste perché non esistono gli omosessuali. In realtà siamo tutti etero, l'omosessualità non esiste e quindi non si può odiare/perseguitare qualcosa che non esiste. Chiaro no? Come abbiamo fatto a non pensarci prima?
Meno male che c'è chi ce lo spiega, un povero gay omofobo al servizio dei fanatici cattolici.
Uno che ha sempre desiderato avere il becco (dove non si sa). Uno che porterà la buona novella a Sanremo, il nuovo profeta di quei cattolici che sono tanto ossessionati dall'omosessualità da negarne l'esistenza. Da insistere a dire che è una malattia (il fatto che l'Organizzazione Mondiale della Sanità abbia chiarito definitivamente, anni e anni fa, che NON è una malattia ma una cosa normale per loro è irrilevante) e che come tale si può curare. Come? Beh, semplice: con la riconversione.
Si prende un lurido frocio, lo si rinchiude, gli si somministrano psicofarmaci, gli si fa l'elettroshock, lo si convince in ogni modo ad odiarsi, a disprezzarsi, e gli si spiega che lui in realtà è etero, che i medici che non lo considerano malato non capiscono niente, perché lui in realtà è un malato, una merda, una creatura orribile che deve snaturarsi e diventare come piace a loro, perché loro sono i depositari della verità, perché la verità risiede solo in chi veste Prada.
Il povero picio(ne) è stato quindi prescelto per diffondere la buona novella attraverso le melodie sanremesi e Bonolis, noto per la levatura morale e culturale, nonché per le straordinarie virtù intellettive, è onorato di poter presentare una tanto nobile causa. Lo sterminio dei gay. Da parte loro, i responsabili della trasmissione hanno cercato di dare il loro contributo pratico cacciando uno dei concorrenti che aveva osato proporre una canzone a tematica frocia. Una canzone in cui si dice non solo che un ragazzo è innamorato di un altro ragazzo, ma addirittura che vanno a fare la spesa insieme come le altre famiglie (ma che argomento peccaminoso! Che scandalo!!! Due gay al supermercato!!! Di questo paso dove andremo a finire? E' un vero attentato alle fondamenta della società, alla sacralità del rito consumistico, ed è anche parecchio contro natura).
Tutto questo non stupisce, siamo in Italia. Quello che fa veramente schifo è che la canzone omofoba è sì rivolta contro tutti i gay, ma danneggerà solo i più deboli. Quelli che una società civile dovrebbe proteggere semplicemente perché sono ragazzini, ed è questo che gli adulti sono chiamati a fare.
Nessun Dolce o Gabbana, nessun Busi, nessun gay adulto e autonomo verrà danneggiato da questa canzone. Anche perché nessuna canzone e nessuna trasmissione televisiva avrà mai tanto potere. Tutti gli adulti sono salvi da tempo, hanno già affrontato la famiglia che ti sputa in faccia e ti sbatte in mezzo ad una strada, i compagni di scuola che ti picchiano, gli insegnanti che ti considerano un degenerato e ti trattano di conseguenza. Tutti (o quasi) sappiamo cosa significa avere le gomme della macchina tagliate, la gente appostata che ti aspetta per insultarti e aggredirti, ci è già anche capitato di essere licenziati in quanto omosessuali. E se siamo qui, bene o male, è perché abbiamo superato tutto e siamo sopravvissuti. Questa canzoncina non può farci nulla, solo pena. Ma tutti gli adolescenti, i gay non ancora adulti, che vivono terrorizzati dai compagni di scuola, che sono oggetto di ogni forma di bullismo, quelli costantemente presi di mira, quelli che hanno insegnanti cattolici che li odiano, quelli che hanno genitori ignoranti che non aspettano altro che qualcuno dica loro che il figlio si può "guarire". Sono loro che pagheranno, sono loro quelli che questi "bravi cristiani" vogliono massacrare. Sono gli adolescenti che si suicidano quando non ce la fanno più ad essere odiati dal mondo, sono quelli che finiscono a battere perché non hanno altro modo di sopravvivere, sono i disperati che diventano degli adulti squlibrati e cronicamente infelici.
Quando si parla di riconversione non si fa riferimento a Platinette o a Boy George, sia chiaro.
Che società è quella in cui ci si accanisce su chi invece andrebbe protetto e tutelato? Che menti perverse sono quelle che rinchiudono in cliniche psichiatriche e manicomi chi è gay, o lo sottopongono ad esorcismo per "farlo diventare normale"? Questa è gente pericolosa. Molto pericolosa. Per quanto mi riguarda, avrei preferito una canzone omofoba diretta contro gli adulti, sarebbe stato un attacco più dignitoso. Ma questa gente non sa nemmeno cosa sia la dignità.
Il Festival, rappresentante ufficiale di una certa Italia, ha cacciato una canzone gay e ha ammesso in gara una porcheria del genere. Ha dato un messaggio forte, e anche molto grave. NESSUNO però si è indignato, nessuno ha parlato di diritti umani, nessuno si è sconvolto.
Se fosse stata presentata una canzone intitolata "Michael era uno sporco negro", in cui si racconta la "riconversione" di Michael Jackson che ora è un bel bianco, che reazioni ci sarebbero state? Di sicuro la canzone non sarebbe stata ammessa, tutti i politici si sarebbero stracciati le vesti, ci sarebbero stati cortei in tutte le città d'Italia ed ogni testata estera avrebbe condannato severamente l'episodio, nell'indignazione generale.
Se invece si canta che Luca era gay ci si rallegra e ci si complimenta: ce l'hai fatta a guarire, bravo!!!
Segnalo la bellissima canzone discriminata del bravo Niccolò Agliardi: scaricatela (legalmente), ascoltatela, compratela, fatela girare! Merita davvero. E' in perfetto stile sanremese ma è anche
molto carina.
Poi mettete le cuffie (se non siete soli) e ascoltate la divertentissima e geniale risposta alle dichiarazioni del picio(ne). Anche quello di Carmine di Pancrazio è un video da promuovere (l'album è scaricabile gratis).
postato da: senhal alle ore 17:36 | link | commenti (17)
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lunedì, 09 febbraio 2009

E adesso un po' di silenzio.
postato da: senhal alle ore 20:15 | link | commenti
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venerdì, 06 febbraio 2009

Orrori agghiaccianti

L'Italia è un REGIME. Oggi ne abbiamo avuto tristissima conferma. Solo i regimi infatti TORTURANO e PERSEGUITANO singoli cittadini perché non la pensano come chi detiene il potere. Del resto, già si sapeva che certi politici credono che le leggi debbano essere sempre e solo ad personam: o per pararsi il culo o per fottere chi non sta simpatico. Questa volta però l'ARROGANZA e la CATTIVERIA hanno superato ogni limite (e ho il sospetto che si tratti anche di limiti giuridici... ma qui ci vorrebbe il parere di un legale). Ci si accanisce su di una ragazza morta, si tortura e perseguita la sua famiglia, ci si sostituisce a Dio (che si nomina a sproposito per motivare la propria ferocia) per decidere chi vive e chi muore. Per decidere che quel morto dev'essere violato ancora, che quel corpo debba essere violentato all'infinito e tenuto in un letto, a disposizione di chi vuole metterci le mani. Ma anche qui nulla di nuovo, la totale mancanza di rispetto per il corpo altrui è già stata chiaramente espressa nelle illuminate battute sugli stupri degli ultimi giorni.
Non conosco altre nazioni dove si abusa delle leggi con tanta sfacciataggine e perfidia (perché torturare un morto e la sua famiglia è una cosa al di là di ogni limite). Non conosco altro luogo tanto incivile e ottuso, non conosco democrazie così finte e politici altrettanto indegni. Il delirio di onnipotenza ha raggiunto livelli tali da determinare una totale mancanza di rispetto del Presidente Napolitano, hanno ignorato persino Fini (quindi non è più nemmeno un problema di schieramento). Ormai siamo di fronte all'ennesimo braccio di ferro tra certi politici e la magistratura, ma la cosa davvero spaventosa è che avviene sulla pelle di una ragazza morta e della sua famiglia. Non riesco ad immaginare in che incubo siano caduti i genitori di Eluana, non riesco ad immaginare il dolore e lo strazio di questa persecuzione statale che non ha pari nella storia dell'occidente democratico. Posso solo esprimere tutto il mio orrore, il mio enorme dispiacere e la mia solidarietà per queste povere persone.
E mi chiedo anche dove cazzo siano tutti i difensori dei diritti umani, solitamente in prima fila quando si tratta di difendere i diritti di criminali, assassini e stupratori. Perché nessuna di queste associazioni parla? Forse una povera ragazza morta e innocente è meno interessante di un pluriomicida?
Non si sa, si sa solo che si gioca l'ennesima sfida tra poteri sul corpo di questa ragazza, corpo che nessuno pare intenzionato a rispettare.
MI VERGOGNO DI ESSERE ITALIANA, mi vergogno di questo paese disgustoso e incivile.


Aggiornamento1:


Berlusconi sfida Napolitano: "o firma, o cambio la Costituzione".
    O_o
poi aggiunge: "credo di interpretare il sentimento della maggioranza degli italiani".

A parte il fatto che questo lo dice lui (e non la maggioranza degli italiani), ma se anche fosse vero... che importanza ha? Da quando è la maggioranza degli italiani che decide se una persona è viva o morta? Da quando è la maggioranza degli italiani che entra in una camera di ospedale e stabilisce le terapie da fare? Ma cosa sta dicendo??? Tra l'altro complimenti a questa "maggioranza degli italiani": siamo al totale disprezzo delle istituzioni, delle sentenze e delle leggi (oltre che, ovviamente, al disprezzo della dignità delle persone e delle loro famiglie).

Di Pietro invece avverte che siamo di fronte ad un pericolo gravissimo per la democrazia, perché stabilire che una sentenza può essere annullata per decreto vuol dire poter annullare anche una sentenza di condanna di qualche "potente", perché semplicemente non piace.

Sacconi intanto continua a minacciare la clinica e inviare ispettori.

ROTTURA DEFINITIVA:
Napolitano non firma decreto. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, non firmerà il decreto del governo sul caso Englaro. Il Quirinale ha definito il testo incostituzionale!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

E' SCONTRO GOVERNO-COLLE!!!


Il Vaticano si dichiara soddisfatto (tanti, tanti complimenti)

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Aggiornamento 2 (da leggere solo se forti di stomaco):

SENZA LIMITI:

Berlusconi spiega la sua decisione:  il corpo di Eluana potrebbe generare se fecondato (io vi giuro non riesco a credere che l'abbia detto!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! ho la pelle d'oca!!!!!!!!!!!!!!!!!!)  Ma cos'è, un'idea per un nuovo tipo di stupro suggerito dalla bella mentalità cattolica?????? Sta parlando di ingravidare un cadavere??????? Lasciatela stare e abbiate un minimo di decenza!!!!!!!!!!!!
Ma la gente come può non indignarsi??????????????????
Poi, se non siamo svenuti di fronte a questa esternazione allucinante, scopriamo come mai ha scelto di fare l'imprenditore e non il medico: sostiene che la ragazza potrebbe anche svegliarsi. Di fronte a una considerazione del genere direi che non c'è più nulla da aggiungere, si commenta da solo. Rimane solo tanta tristezza e anche un notevole sconcerto. Per non parlare del disgusto.
postato da: senhal alle ore 14:10 | link | commenti (12)
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martedì, 03 febbraio 2009

Sarò stronza

ATTENZIONE: questo NON è l'ultimo post! Se lo vedi come post più recente, allora significa che stai usando Internet Explorer e non riesci a vedere correttamente il blog, che purtroppo risulta leggibile solo con Firefox.
Nel caso tu non abbia Firefox contattami e clicca qui.


Tempo fa ho incontrato per lavoro una tizia che non conoscevo, ma che si era informata sul mio conto. Mi ha fatto subito sapere che le avevano raccontato (se trovo chi è stato…) che nel tempo libero mi occupo di disabilità, le avevano persino descritto le singole attività in cui ero impegnata. Lei ha ripetuto più volte che sono da ammirare, che è una cosa straordinaria, e quando ero sul punto di mandarla affanculo mi ha chiesto come mai mi piacevano tanto gli handicappati. L’ha chiesto così, come si può chiedere ad uno che si occupa di coltivazione dei tulipani come mai ha questa passione per quei fiori (ed è una domanda del cazzo anche nel caso dei tulipani!)
Ho usato tutte le mie forze per contenermi, ho raccolto le mie cose e ho cercato di uscire dal suo studio. Allora lei mi ha fermata e mi ha detto: “nell’università dove lavoravo prima c’era un dottorando sordo, lo conosci?”
A questo punto ho afferrato la borsa con entrambe le mani per tenerle impegnate ed evitare di usarne una per sfracellarle la faccia. Ho detto rapidamente che dovevo andare, e mi sono infilata in corridoio. Lei mi ha seguita urlando che aveva i recapiti del dottorando sordo, che magari potevo contattarlo. Le ho chiesto per quale motivo avrei dovuto, ma a lei sembrava così ovvio che non ha capito la mia domanda e mi ha guardata con uno sguardo ebete (anche perché non c’erano molti altri sguardi a disposizione…)
Poi, per dimostrarmi che anche lei ama gli handicappati ed è una donna avanti, mi ha raccontato il seguente aneddoto: “sai, nel mio palazzo c’è un inquilino sulla sedia a rotelle! Pensa! Io però non lo guardo, perché mi fa impressione… sì, insomma, è davvero schifoso. Però pare che lavori persino! Fa l’impiegato, e altri condomini mi hanno detto che riesce a farlo, e che quando lo salutano risponde, insomma, capisce quando gli parlano. Io non ho niente contro di lui, mi fa piacere che abbia una casa… anche se non riesco proprio a guardarlo in faccia, quando lo vedo da lontano abbasso lo sguardo e vado via. Allora, ti do i dati del dottorando sordo? Così potete contattarvi”.
Mi ha sorriso in attesa che mi complimentassi per la straordinaria apertura mentale, e probabilmente anche in attesa di un sonoro grazie per i recapiti del dottorando. Ho ripetuto che non vedevo perché avrei dovuto contattare quel ragazzo, l'ho salutata e mi sono buttata nell’ascensore. Ho dovuto fare un pezzo di strada a piedi per sfogarmi, e credo di aver fumato una decina di sigarette in cinque minuti.
Oggi ho saputo che la prof si è lamentata dicendo che sono una stronza, che non l’ho più contattata per chiederle i dati di un ragazzo che le avevo chiesto di darmi, e che mi sono comportata malissimo, sono stata davvero poco cortese, e lei non vuole mai più avere a che fare con me.
(Dio sia lodato!!!)
postato da: senhal alle ore 17:39 | link | commenti (17)
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lunedì, 19 gennaio 2009

Fine

A Milano esisteva un luogo unico in Italia, un rifugio per i gay che concepiscono l’omosessualità come qualcosa in più rispetto al sesso. Non che il sesso fosse argomento tabù, ma l’idea era quella di andare oltre. Ne ho parlato tante volte con Gianni, storico e mitico (in senso lato e in senso stretto) proprietario. Entrambi ci siamo sempre trovati d’accordo sul fatto che la stessa comunità gay italiana non avesse mai promosso attività culturali, ma sempre e solo momenti “ricreativi” troppo spesso politicizzati. Ne erano efficace testimonianza gli orari di apertura dei vari locali: tutti aprivano sempre e solo di sera o nelle ore notturne, ed anche quei centri che ambivano ad un’offerta più culturale di fatto non organizzavano nulla ma si attivavano sempre e comunque di notte. Ma si è gay 24 ore su 24, mica solo col buio! Su questo abbiamo scherzato più volte, felici entrambi che la libreria fosse una realtà “normale”, che non si era autoghettizzata, un posto aperto di giorno, dove leggere qualcosa, trovare libri e giornali, visitare le mostre nella galleria d’arte interna, seguire le conferenze non necessariamente a tematica gay e naturalmente fare due chiacchiere con Gianni.

Una buona fetta dei giovani omosessuali italiani ha trovato proprio in lui un riferimento rassicurante. Lui stesso raccontava di questi ragazzi timidi e spaventati, provenienti spesso da piccole città e paesini sperduti, che entravano in libreria come in una trincea, si voltavano cauti per vedere se qualcuno li notava, si avvicinavano timorosi agli scaffali e chiedevano terrorizzati un titolo gay. Gianni era professionale e cordialissimo, una sorta di vecchio saggio con il dono di mettere a proprio agio anche il più spaventato degli omosessuali. E i clienti uscivano dal negozio con una serenità inaspettata e un buon libro in tasca.

Conosco diversi miei coetanei che hanno approfittato del primo anno di università per cercare e capire, per conoscersi lontani dalle minacce tra cui sono cresciuti in provincia. Tutti hanno iniziato dalla libreria, dal suo essere luogo rassicurante e comune, dai libri. Perché, da che mondo è mondo, se uno ha bisogno di conoscere qualcosa non può che partire dal libro, dalla storia e dalla cultura. Sugli scaffali si trovava tutto quello che poteva servire: testi di approfondimento sull’olocausto, romanzi, opere di autori gay, saggi sull’omosessualità nella letteratura nel cinema e nell’arte, inchieste, interviste, riviste italiane e straniere, poesie tradotte e in lingua, testi italiani e stranieri, documenti di denuncia sulla chiesa e sui suoi misfatti, ma anche romanzi comici, fumetti, libri di cucina, libri d’arte, manuali di giardinaggio, agende, film, documentari, dvd di ogni tipo. Persino supporti didattici rivolti agli insegnanti che hanno un ragazzo omosessuale in classe, o a genitori che scoprono di avere un figlio gay. L’offerta era ricchissima e andava dagli immancabili testi che hanno fatto la storia dell’omosessualità e delle persecuzioni alle opere d’attualità, dai classici agli esordienti.

Tutti ci sono tornati, considerando Gianni quasi un amico, ingenuamente emozionati per quell’incontro con un altro “come te”, un gay in carne ed ossa: molti di loro mi hanno confessato che non ne avevano mai incontrato uno e si sentivano dei piccoli alieni sacrificali e isolati. Lì hanno trovato i libri che cercavano, tanti gay con cui dialogare e confrontarsi pagina dopo pagina, e hanno visto un adulto felice che, cosa fondamentale, era sopravvissuto a discriminazioni e aggressioni ben peggiori di quelle che loro avevano subito a scuola e in famiglia. Un uomo di mezza età regolarmente sposato con un altro uomo. Una speranza che ti sorride quando torni nella piccola realtà di provincia nascondendo i romanzi di Oscar Wilde nella cartella. Il sogno era: “vorrei diventare più o meno come lui, ma soprattutto vorrei tanto avere la sua serenità e la sua consapevolezza”.

Gianni era straordinario, di vivissima intelligenza e spiccata personalità, non temeva di dire quello che pensava anche a costo di infrangere le convenzioni assurde dell’associazionismo glbt. Era una persona calma e tranquilla con cui si poteva parlare, un uomo lontanissimo dall’ideologia e dal fanatismo ignorante, ma assolutamente granitico e fermo difensore di se stesso e della dignità omosessuale. Era abituato alle battaglie ma non era incline alla guerra.

Quando ci siamo conosciuti eravamo alla cassa. Io frequentavo il negozio da tempo, ma in genere non socializzo nelle librerie e non vedevo il motivo di cambiare le mie abitudini solo perché ero in una libreria gay. Cercavo un bel romanzo a tematica trans – che poi ho scoperto non essere mai stato scritto – e non trovandolo ho chiesto a lui. Mi ha consigliato uno dei più brutti testi lesbici che io abbia mai letto, ma lo custodisco gelosamente perché è il mio primo ricordo con Gianni. Quando ho pagato mi sono lamentata del fatto che fosse una storia lesbica e non trans, e lui sorridendo mi disse che piaceva molto alle lesbiche ed era la pietra miliare della loro letteratura, quindi era comprensibile che non mi interessasse. Lo guardai stupita: anche lui mi aveva preso per etero!!! Mi misi a ridere e gli dissi che ero lesbica. Lui mi guardò ancora più stupito e mi disse con il primo sorriso complice: “sono un esperto, in tutta la mia vita non ho mai sbagliato”. Ma con me aveva sbagliato come tutti i comuni mortali. Risate e inizio di un vero e proprio terzo grado durante il quale Gianni iniziò a conoscermi. Alla fine dell’interrogatorio, reazione entusiasta: “ma che meraviglia, una lesbica così femminile! Io mica l’avevo capito che eri gay! Che meraviglia, una rarità! Ma dimmi, perché non vi si vede mai, dove vi nascondete di solito?”. Mia risposta: “le altre non so, io sono più che altro in casa a studiare…”

Da allora le nostre chiacchierate diventarono un’abitudine, e spesso passavo dalla libreria solo per salutarlo o raccontagli qualcosa su cui volevo il suo parere di vecchio saggio (spero che non si offenda per tutti questi “vecchio”!)

Quando Gianni ha venduto la libreria – ad una persona che io ho sempre reputato inadeguata per continuare l’attività – avevo deciso di non frequentarla più, non vi era più motivo. Poi ci sono andata comunque un paio di volte ma è stato orribile: tutto era cambiato, sesso ovunque, solo sesso, basta cultura, basta persone, solo cazzi, addirittura produzione di film porno. La libreria non aveva più la sua atmosfera unica e il solo argomento alternativo al sesso erano bassi pettegolezzi da comari. Ero disgustata: la Babele era morta. Poco dopo è morto anche Gianni.

Per me e per il mondo omosessuale italiano – anche e soprattutto per quel 99% dei gay che non frequenta locali né associazioni ma trovava nella Babele ciò che cercava - era finita un’epoca, una straordinaria stagione che sono onorata di aver conosciuto, tanto quanto sono felice di aver conosciuto Gianni. Anche Milano ha perso qualcosa di unico, ma non credo che ne sia consapevole.

Da allora non mi sono più interessata della libreria, anche a causa di certi comportamenti e atteggiamenti dei nuovi gestori, poco apprezzati da moltissimi frequentatori che infatti hanno smesso di essere frequentatori. Ho saputo dai giornali che la Babele è stata oggetto di un vergognoso attacco neonazista e di gravi episodi di discriminazione, poi più nulla. Solo in questi giorni ho scoperto che la storia di questa storica e significativa libreria è finita bruscamente la scorsa estate, quando senza preavviso ha chiuso i battenti. Non voglio fare come quelle vecchie e acide zie che, di fronte alla catastrofe che preannunciavano da tempo, ripetono “io l’avevo detto!”, quindi mi limito ad esprimere una grande tristezza. È l’ennesima sconfitta di un certo mondo gay italiano e sarebbe un enorme dispiacere per Gianni, che in anni di cordialità e fermo intento culturale ha saputo creare l’unico vero riferimento per tutti quelli che non considerano l’omosessualità un sinonimo del sesso gay.

La libreria era la sua vita, è cresciuta e ha dato tanto grazie a lui. Ora possiamo dire che è davvero morta con lui, e nessuno dei due risorgerà.
postato da: senhal alle ore 22:14 | link | commenti (11)
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